Friday, June 23, 2017
E M M E V I' - L'estate nel piatto - accompagnato dal nostro vino
Ecco la presentazione della serata e il link all'evento su facebook:
Giovedi 13 Luglio si apre il sipario sui sapori dell’estate al ristorante “Da Ciccio Cielo Mare Terra” di Amalfi. Come ogni anno la presentazione del menu estivo è un momento di convivialità e relax, in cui gli ospiti possono avere l’occasione di raccogliere i racconti dello chef Marco Cavaliere e capirne in profondità le scelte gastronomiche.
Vi aspettiamo per un cocktail di benvenuto alle ore 19:00 sulla terrazza panoramica del ristorante, per poi procedere con la degustazione dei piatti che accompagneranno la carta del ristorante per tutta la stagione estiva.
In abbinamento ci saranno i vini dell'azienda vinicola amalfitana Monte di Grazia - the wine which makes a difference.
Il costo della serata è di 60€
Per info e prenotazioni
089831265 - 345353893
info@ristorantedaciccio.com
E M M E V I'
emmeviwine@gmail.com
maggie 333 6351397
valeria 329 2665331
Link su FB:
https://www.facebook.com/events/801047456740326/
Monday, March 30, 2015
Così descrive "Quarterly Review of Wines" il nostro vino
Origine: http://www.qrw.com/articles/Wines_of_Campania_Part3.html
(c) Tom Maresca
Monday, July 20, 2009
'E fosse p''a neve - The snow holes
In the months of May and June, with the first festivities around, they went up again to the peak of mount Cerreto and they opened a small hole to get the ice and put it into small containers of wood, called cupiello, which then got covered with hemp. These containers with ice were put on the shoulders and carried down the valley. Then the precious ice was put into high troughs that had a copper cylinder, called 'o vasetto, covered with tin, so the cylinder was said to be stainato, with a smaller diameter than the wooden trough.
The ice maker was normally accompanied by his family that had to transport all the necessary equipment to make ice cream: the ice covered well with jute, water from the fount in a wooden barrel, lemons that still had leaves attached effusing the scent of the lemon garden, salt to add to the ice and sugar.
Then an old ritual began, hypnotizing us children. We were attracted by the presence of this man, the ice maker, called 'o subrettaro, which we knew very well and we stood in a row to buy some lemon sorbet. First he prepared a solution with water, sugar and fresh lemons from the lemon garden. This was filled into the copper-tin cylinder and he started to have this precious cylinder rotate in the ice. First all was liquid, then, bit by bit, one could see that small crystals formed on the inner surface of the cylinder and this layer of ice crystals became thicker and thicker while the ice maker went ahead to have the cylinder rotate … until finally all became manna mounted to snow. There was always a crowd around the ice maker to buy the lemon sorbet. The risk was quite high: once the ice cream in the cylinder was finished many of us children remained without getting anything. The ice maker, that is 'o subrettaro, started over with the ritual for another time and so you had to wait for the next round.
Alfonso Arpino, http://montedigrazia.it
Thursday, July 16, 2009
La Villa Rustica Romana di Tramonti
Nota: ci potrebbero essere errori di battitura - non ho tempo per rileggere in questo momento.
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Tramonti
La Villa Rustica
In località Polvica, borgata al centro di Tramonti, al di sotto del colle S. Maria, nella fascia pedemontana che domina la confluenza del Vallone Fontaniello col Vallone S. Franciesco, vennero casualmente alla luce, nel 1986, resti di una villa rustica romana e testimonianze delle fasi anteriori di popolamento. La più antica risale alla media età del bronzo pieno, facies appenninica, con tazze dai caratteristici motivi excisi sulla spalla. Nell'area indagata non si sono trovati fondi di capanna che attestassero un insediamento stabile. Però l'ubicazione su una fascia di media altura, non molto distante dalla costa, è rispondente, almeno in parte, ad interessi pastorali. La centralità del territorio, la vicinanza a corsi d'acqua, la posizione arretrata, ma nel contempo prossima alla strada che, attraverso il valico di Chiunzi, collegava l'agro nocerino alla costa amalfitana, sono elementi a favore di una continuità d'insediamento. Un livello con buchi di palo, non definibili planimetricamente, attesta la frequentazione di età arcaica, indizio del ruolo attribuito al valico all'epoca della definzione urbana di Pompei e di Nocera. Una fattoria potrebbe aver preceduto, in età sannita ed ellenistica, l'installazione della villa rustica, il cui impianto cade nella seconda metà del secolo I a.C. L'insediamento rurale dell'entroterra costiero viene, cisì a precedere l'impianto della villa maritima di Minori. Mattoni anche del tipo adottato nella costruzione di colonne, riportano i bolli MAC e MAC-POPL-MICER. Quest'ultimo bollo li attribuisce indubbiamente a Nocera, al cui ager va assegnato l'immediato retroterra amalfitano, ed è inserito dal Mingazzini tra i bolli di mattoni pubblici recanti l'indicazione del magistrato. La villa, anche sulla base del materiale raccolto fuori contesto, risulterebbe dotata di spazi colonnati, di ambienti riscaldati, forse terme, di una cisterna e di un magazzino per dolii ed anfore. L'economia si basava sulla viticoltura e sull'attività agricola ordinaria. Tra i contenitori d atrasporto è l'anfora tipo Dressel 2-4 prodotta in campania per lo smercio ed il trasporto del vino locale. Un campo arato, piantato in parte con alberi di piccolo fusto, è stato individuato sotto il livello di lapillo eruttivo del 79 d.C. Smottamenti di terreno determinarono fenomeni di dissesto che furono, forse, alla base della decisione, presa tra il xec. II-III d.C. Di radere al suolo alcuni ambienti, per ricostruirli, ricalcandone la pianta e l'orientamento, col reimpiego del laterizio, smontato dalle strutture preesistenti, con la messa in opera del tufo grigio locale e con la creazione di tramezzi lignei. Questa seconda fase, che scende al sec. V-VI d.C., trova corrispondenza nella ristrutturazione di età severiana della villa maritima di Minori. L'occupazione continua almeno fino al IV secono anche nel vicino centro di Corsano, dove si rinvennero monete di Domiziano e di Gordiano III.
Mancano gli elementi per ipotizzare un fenomeno aggregativo dei due centri all'interno di un unico latifondo tardoantico. L'immediato entro terra boscoso svolge un ruolo economico sempre più emergente ed il cinghiale copre parte del fabbisogno alimentare sia della villa agricola che di quella costiera. Nel corso del VI-VII secolo sul sito della villa, in un settore abbandonato e non più occupato, venne impiantata una chiesa con annesso cimitero, le cui tombe erano delimitate da muretti in tufo grigio. La chiesa è al servizio di un gruppo di coloni, impegnati nella tenuta che è subentrata al precendte fundo romano, e dei contadini sparis nei dintorni. Pervenuta allo stato di rudere, venne abbandonata in un momento imprecisato, nè resta ricordo della titolatura della toonomastica dei luoghi. Un edificio di culto, dedicato a S. Giovanni, venne costruito a ridosso del sentiero che, biforcandosi, si collega in direzioni di Figlino, alla strada del valico e, in direzione di Paterno, al Maiori e, da qui, alla fascia pedemontana di Minori.
M.A.I.
Sunday, July 12, 2009
Peter Ruta viene a trovarci

Ieri sera è arrivato, Peter Ruta a Tramonti, un pittore americano, per me personalmente un maestro del quale ho visto i primi quadri a Positano presso il Bar Mediterraneo. Prenderà le viti secolari come modelli pazienti. Con lui c'era anche il fotografo Massimo Capodanno che ha scritto un suo blog e scattato delle foto. Potete leggere l'articolo e vedere le altre foto sul blog di Massimo: positanomylife.blogspot.com
Foto: (c) 2009 Massimo Capodanno, All Righs Reserved
Saturday, July 11, 2009
Raccolta di verdura sulla vigna Monte di Grazia
Ieri sera siamo stati sulla vigna Monte di Grazia, quella che ha dato il nome al vino, per raccogliere un po' di verdura. Queste verdure vivono in sintonia con le viti e le produciamo in piccole quantità. Qualche altra foto la si trova sul nostro fotoblog.
Sunday, March 8, 2009
Travaso del Tintore
Quando i commercianti di vino venivano all'inizio del '900 a comprare 'o fusto 'e vino a Tramonti presso le cantine dei contadini per avere la prova che il mosto fosse di vino Tintore volevano vedere la schiuma che si produceva abbondantemente quando si spillava il fusto in un tino aperto. Solo allora erano disposti a pagare una lira in più il barile di vino!
Alla fine del travaso la feccia pietrificata che si è posata sul fondo del serbatoio acquista le sembianze delle dune del deserto al rosso del tramonto.
Tuesday, January 13, 2009
È ora di legare le viti
Le viti sono state potate e ora vengono legate - e come si vede: si usa tuttora il salice per farlo. Per solo uno dei vigneti una singola persona dovrebbe lavorare un mese. Sono in tre a farlo e quindi ci vogliono ca. 10 giorni di bel tempo.
Le altre foto fatte li trovate sul nostro fotoblog.
Saturday, December 6, 2008
Fattorie Porte Aperte e Mercatini di Natale
Saremo aperti nei giorni 13 e 14 dicembre dalle ore 9:00 alle ore 18:00 nell'ambito dell'iniziativa "Fattorie Porte Aperte e Mercatini di Natale" promossa dalla Regione Campania.
I nostri prodotti saranno in vendita e fino a esaurimento scorte vi creiamo con piacere i pacchetti natalizi con essi.
L'originale della cartina in formato stampabile si trova qui.
E poi potete anche guardarvi la via su Google Maps
Friday, December 5, 2008
Stand su "Il mosto che diventa vino"
Stand su Il mosto che diventa vino
Originally uploaded by montedigrazia
30 novembre 2008
Altre foto dell'evento si trovano su i-iter.
Saturday, November 22, 2008
Cambia il sottotitolo - diventa: "un vino che emoziona"
Foto della Casina, Agosto 2008
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| Casina 08/2008 |
Saturday, August 16, 2008
'E fosse p''a neve
Solo nei mesi di maggio, giugno, quando si organizzavano le prime feste patronali, si andava in cima al Cerreto e si apriva un piccolo varco per raccogliere il ghiaccio dentro i cupielli( piccoli contenitori di legno), ricoperti di sacchi di canapa. Si portava a spalle fino a valle il ghiaccio, e negli appositi tini alti che conteneva un cilindro di rame “'o vasetto “ rivestito di stagno “stainato”, di un diametro inferiore al tino di legno, si riponeva il prezioso ghiaccio.
Il gelataio, in genere, era accompagnato dai famigliari, che dovevano trasportare tutto l’occorrente per fare il gelato: ghiaccio avvolto nella juta, acqua di fonte contenuta nel barile di legno, limoni con la foglia che profumavano ancora di giardino, sale da aggiungere al ghiaccio, e zucchero.
Iniziava poi un rito che ipnotizzava noi bambini. Attratti dalla presenza di quest’ uomo, ('o subrettaro) a noi familiare, si faceva la fila per comprare un sorbetto. Prima preparava una soluzione con acqua, zucchero e succo di limoni appena raccolti nel limoneto, versava il tutto dentro il recipiente di rame stainato, e iniziava a far girare dentro il ghiaccio questo prezioso cilindro. Si vedeva prima solo il liquido, poi piano piano si osservava la presenza di piccoli granuli di ghiaccio che si stratificavano lungo le pareti, e continuava a far girare “ il vaso” finchè diventava manna montata a neve. Si faceva la ressa intorno al gelataio per comprare il sorbetto a limone. Si rischiava grosso, finito il gelato dentro il vaso molti di noi bambini restavamo a bocca asciutta. Il gelataio ( 'o subrettaro) iniziava un altro rito e tu eri costretto ad aspettare un altro giro.
(Alfonso Arpino)
Friday, August 1, 2008
5 Stelle sulla guida dei vini
Tuesday, July 22, 2008
Sunday, July 20, 2008
Il Monte di Grazia nel forum del Gambero Rosso
Seguendo una discussione sul forum del Gambero Rosso un vino della Costiera Amalfitana, il Monte di Grazia, viene segnalato come uno dei potenziali cinque vini emergenti in Italia.
L'utente Francvino descrive il vino così: "Direi che sono da provare i vini di un'azienda della Costiera Amalfitana: Monte di Grazia. Di certo per i canoni attuali hanno una notevole originalità."
Monte di Grazia vinifica esclusivamente le uve dei vigneti di proprietà aziendale coltivati con metodo biologico. Due vigne hanno un’età superiore ai 100 anni e le viti si riproducono ancora per propaggine.
I vitigni sono autoctoni( tintore, piedi rosso, bianca tenera, ginestra e pepella) e tipici solo del territorio di Tramonti, caratterizzato da forti escursioni termiche, a ridosso della Costiera Amalfitana, nel cuore del parco dei Monti Lattari.
Link alla discussione
Sunday, November 25, 2007
Sito e foto
Che cosa troverete su questo blog: note su cose nuove, storie antiche, tradizioni ... tutto quello che ci circonda.
Allora a presto da queste parti!

